La compagnia teatrale “Immacolata Concezione” al Teatro Garibaldi
27 Marzo 2023Ammettiamolo: ce lo aspettavamo! Magari non ne abbiamo parlato tra di noi, anche perché lo davamo per scontato. Ma tutti ce lo aspettavamo. Che cosa? Che la nostra super Compagnia Teatrale “Immacolata Concezione”, quest’anno, avrebbe bissato il successo della scorsa stagione! E invece, no!! Mi spiego: non è esatto dire che lo hanno bissato, perché lo hanno addirittura superato! E di gran lunga, pure!! La controprova? Lo strapienone in teatro, ma specialmente le tonnellate di applausi spelladita (tantissimi anche a scena aperta), e le sonore risate da incontinenza urinaria irrefrenabile del pubblico. Ah, questa santa compagnia teatrale, ossia la faccia migliore dell’Eccellenza …
Per la cronaca, nelle giornate del 24 e 25 marzo scorse, gli attori di questo gruppo si sono prodotti, sul palcoscenico del teatro cittadino “Garibaldi”, e sotto la benedizione del nostro primo cittadino, Antonio Mirra, nella rappresentazione della commedia “Madame Bacalà”. La commedia è un libero adattamento di “Madame quatte solde”, scritta da Gaetano Di Maio nel 1974, e ambientata proprio nel periodo del “boom economico”. Non è la classica farsa grottesca imperniata sul “pezzente resagliuto”, che con le sue battute cacofoniche vuole strappare la risata dello spettatore. No. E’, in realtà, la presentazione di alcuni temi d’eterna attualità, quali il desiderio di crescita e di riscatto sociale, che, in questa commedia, si concretizzano in una storia di imbrogli e scappatoie, il tutto condito con bizzarria e soprattutto con tanta comicità. Il divertimento è servito!
La nostra benemerita Compagnia teatrale, leggermente rimaneggiata nella sua composizione, con questo spettacolo ha lasciato il filone scarpettiano, per dedicarsi ad una commedia che magari non ha la vivacità e il ritmo dei lavori di don Eduardo, ma sortisce gli stessi effetti. Infatti i nostri attori – mi verrebbe la voglia di chiamarli “esteti” – hanno davvero molto ben figurato, riuscendo a ben sottolineare tutte le venature sociali, umane ed esistenziali di questa commedia, che si inserisce, a pieno titolo, nel filone del teatro comico napoletano, che annovera in sé, oltre a Scarpetta, anche Petito e i fratelli de Filippo.
I nostri attori si sono impegnati al massimo, e, animati da grande spirito di abnegazione, hanno superato le immancabili difficoltà, anche a costo di notevoli sacrifici personali. Essi certamente non sono dei professionisti; magari non conoscono la psicotecnica del metodo Stanislavskij (approfondimento piscologico del personaggio da interpretare, e ricerca di affinità tra il mondo interiore di costui e il proprio), tuttavia hanno saputo calarsi egregiamente nei loro ruoli, grazie alla loro metamorfosante abilità di sapersi reinventare. E pertanto ciò ha permesso loro di cogliere tutte quelle sfumature sopra accennate, per regalarci, con le loro battute e con le loro mosse, due ore circa di sereno e salutare rilassamento. Che provvidenziale iniezione di buonumore! Quale migliore antidoto contro le brutture del nostro tempo?!
Ottimo e ben appropriato l’allestimento scenico; ben calibrato il dosaggio delle luci. Pregevole il cosiddetto “trucco e parrucco”.
Un plauso particolare va al regista caleno Antonio Franco (Francantonio), che non solo ha rielaborato la commedia originale, corredandola di più efficaci mezzi espressivi, ma ha diretto gli attori con grande maestria e consumata esperienza.
E allora … Al di là dello scopo benefico della rappresentazione, al di là delle connotazioni di carattere sociale intrinseche in quest’opera, al di là dell’energia positiva con la quale questo spettacolo ci ha caricato, al di là delle belle e sorprendenti emozioni che gli Artisti ci hanno saputo trasmettere, ciò che rimane di questa esperienza cos’ è? E’ senz’altro l’amore che tutti nutriamo per questa meravigliosa e antica forma d’arte, che è il “TEATRO”, il cui fine ultimo, ricordiamocelo, rimane sempre quello di rendere felici gli altri.
Benito De Cicco





