“Li nepute de lu sinneco” – Recensione
26 Maggio 2022Hanno messo a segno un altro colpo! Per chi non avesse capito, mi riferisco alla Compagnia Teatrale “Immacolata Concezione”. E stavolta il colpo è stato grosso! E ben riuscito. In verità, è stato un piacere, dopo tanti mesi di paralisi teatrale, veder riaprirsi il sipario della nostra sala S.Eugenio, per dar vita ad una divertentissima commedia del grande Eduardo Scarpetta: “Li nepute de lu Sinneco”. In quest’opera, scritta nel 1885, l’Autore si diverte a creare delle gustose situazioni basate sugli equivoci, che tengono continuamente desta l’attenzione del pubblico, progressivamente trascinato in un incalzante crescendo di irresistibili battute comiche. Di conseguenza, lo svago è assicurato!
La Compagnia ha fornito una prestazione di altissimo livello, perchè i recitanti sono riusciti a dar corpo a dei personaggi, creati dalla fantasia dell’Autore, ma eccellentemente personalizzati. Perché – diciamolo pure – questa Compagnia è composta da gente poetica e appassionata, rivelatisi attori fantastici e credibili, i quali, con sicurezza e disinvoltura, hanno saputo ben cimentarsi nella difficile arte della recitazione.
Recitare -secondo chi scrive -non consiste nel ripetere asetticamente delle battute scritte su un copione, me esige completa penetrazione del testo, totale immedesimazione nel personaggio, capacità di sapersi calare nella “situation”, e realizzare una “performance” nella misura necessaria e sufficiente per stabilire il giusto “feeling” con il pubblico. Per ottenere tutto ciò, non basta la tecnica; ci vuole qualcosa di più, di personale, che non s’impara, né si può chiedere in prestito. Questo “quid” è un’indescrivibile dote naturale, equivalente a ciò che nell’antica tragedia greca – fatte le debite proporzioni – si chiamava “pathos”, ossia la capacità di suscitare negli astanti intense emozioni e totale partecipazione. Questa dote è comune a tutti i nostri attori, i quali, pur facendo teatro amatoriale, hanno dato ampia prova non di “saper recitare”, ma di “saper ben recitare” (è diverso!).
Ormai i nostri collaudati attori appartengono a quel mondo speciale, magico, stupefacente e scintillante, che è il “teatro”, e son degni di essere annoverati tra le “memorabilia” della nostra Parrocchia, e della nostra città.
Sapiente la regia dell’ottimo Stanislao Russo; buona scelta delle luci e dei costumi; molto appropriato l’allestimento scenico.
Allora, concludendo: tutto bene? No, c’è qualcosa che non va …
Quello che stona è l’aggettivo “amatoriale” attribuito a questa Compagnia. Possiamo asserire – senza tema di smentita – che per l’impegno profuso e per il risultato ottenuto, anche in precedenti rappresentazioni, i nostri Attori sono in grado di dare dei punti (parecchi) a molto affermati professionisti, e di poter pure insegnare loro qualcosa.
Bravi! Bravi! Bravi! Benvenuti nella leggenda!
Benito De Cicco


